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Testi e Pretesti
 


FUNGHI LADRI

Cercaci nel bosco, / quello che è di losco
lo ritrovi dentro noi tutto al suo posto,
guarda solo in basso, non cercarci intorno
quando tu hai perso le tracce non c’è più ritorno.
Cercaci di giorno, / perché se di notte
ti becchiamo noi da solo: ossa distrutte,
occhi aperti e attento / basta un movimento
che non puoi cercarci più, solo un momento,
ma se sei lento / cambia argomento,
non fare affidamento sul nostro temperamento.
Usa un po’ il cervello, / io ti dò un indizio,
un grosso cappello per noi no non è uno sfizio,
esigenza naturale come il rubare,
la tua ombra non lasciare ci può interessare.
Nella notte scura, / se ti fa paura,
cercaci ma il bosco è il nostro luogo di cattura,
dove non c’è il sole forse hai fatto centro,
noi rubiamo vita pure a chi ci ha messo al mondo.
Velenosi è poco, / la vipera è un gioco
se messa a confronto col fungo che nasce in loco,
io Verdognolo, ma anche Malefico:
stessa razza, stessa stirpe, stesso stile estetico,
ma non patetico, / linguaggio nitido
che scorre intrepido, / cleptomane di turno resto frenetico,
cambia zona se al tuo orecchio giunge solo strepito.
Non ci confondiamo, / puffi non ne abbiamo,
ma vieni a trovarci vedrai che tipi siamo,
solo uno nel bosco ha una nostra parte:
è la gazza che in comune a noi c’ ha il nome d’arte.
Necessaria protezione / da imitazione:
il fungo è ladrone se all’altezza del suo nome.
Ti voltiam le spalle, la storia è finita,
resta lì tranquillo che mò puoi scrociar le dita,
se non c’ hai trovato / tanto di guadagnato,
te lo dice chi da fungo ladro ti ha parlato,
movimentato, / se mi sei grato / non spendere altro fiato
rimani sul mio tracciato.
Io che cresco a terra come l’insalata
no, non mi assaggiare neanche di giornata,
come il vino D.O.C sono anch’io d’annata,
solo che il mio siero t’avvelena e non ti ubriaca.
E razza peggiore non è ancora nata,
sono come Sansone, il cap…pello è vita,
no, non mi toccare rischi le tue dita,
la curiosità ti fotte dopo che ti invita.
E se poi il tuo sguardo posi troppo a lungo
sulla mia bellezza di novello fungo,
io bello con buono certo non congiungo,
il bosco è il museo dove Stendhàl ti spegne a lungo.
Ora che ti riassumo le mie doti in fretta:
bello, ma velenoso, fuggi a tavoletta,
ladro di vocazione, neanche la Beretta
può impedirmi di privarti di ciò che m’ alletta.


INDIETRO IL PROSSIMO


Non ho più voglia di parlare, / per recitare
la gioia che mi sfiora il viso rara come il si all’altare,
ma intreccio le parole solo per disperare,
la mia claustrofobia è la vita che a ogni giorno è uguale.
E aspetto con pazienza, / ma la pazienza è scienza
e dopo che l’hai spesa troppo in fretta resti senza,
tra carestia e abbondanza, / io fermo alla partenza,
sperando che la vita mi dia poi acclamata udienza.
Ho fatto l’ improbabile, / passato l’impossibile,
ma non riemergo dal mio stagno come un sommergibile.
Ricordo gli occhi, / i tocchi, / di chi ha girato i tacchi,
pensando che la storia sia solo d’aridi allocchi.
RIT: Con un dolore l’umore muore,
all’imbrunire,
di giorni piatti, piatti, rifatti come letti.
Uguali tutti, tutti i fatti tutti i detti,
uguali tutti, tutti i tratti tutti netti.
(Con un dolore/l’umore muore/nei giorni piatti/rifatti come letti.)
E’ la monotonia, / presagio di follia,
la scaccio come un tarlo padre di ogni mia apatia,
rimbalzo tra i discorsi privi di ogni sincronia,
mi perdo nelle facce fiere di quell’ agonia.
Ma non condanno, / m’affanno / a sanare in me ogni danno,
la vita è per chi si conforma senza alcun affanno,
le regole si fanno, / si prendono e si danno
gli scrupoli li lasci a casa sotto un caldo panno.
E cerco allora di pensare / come fare a dirottare
questa strada dritta che mi ha fatto appisolare,
ma in mente / non ho niente, / evidentemente,
ho chiuso gli occhi troppo a lungo e il sonno mò si sente.
RIT .
Tentare di riuscire, / cercare di capire,
se questo mondo è strano / o strano io in un mondo sano.
Continuo per cambiare, / se mò mi stai ad ascoltare,
la mia claustrofobia è affogata, io pronto a respirare.
RIT .


OCCHI CHE RIDONO...

Dimmi se vuoi una favola,
prima di addormentarti con la tua bambola,
resti piccola ai miei occhi,
piccola come una nuvola tra i miei deserti,
certi / sono i sentimenti accorti,
nascosti, / ma col cuore li hai scoperti
e adesso che ti accarezzo non ti aspetti
niente perché anche in ogni male tu mi accetti.
Sempre e comunque, sempre e dovunque presente,
in ogni mia difficoltà non è mai la tua mano assente,
troppo importante,
la mia allegria non può morire nel tuo sorriso così invitante,
forse distante, / dolcezza aitante,
rende prezioso ogni tuo gesto
come il carbone che si traveste da diamante,
così poi è il tempo che dà valore ad ogni istante.
RIT .Spunto dei miei pensieri / che si fanno fieri /
di chi fino a ieri / era solo un sogno eri /
solo un sogno / ora sai che sei ciò di cui ho bisogno.
Vera, bellezza pura,
che dal tuo spirito con un tuo bacio mi inebria e cura,
ogni dolore che c’era
mi sfiora e sfugge come il tuo futuro dalla mia sfera.
Sempre sincera, / mia primavera,
per ogni giorno tu hai una sorpresa che si rivela
soltanto l’indice di ciò che provi,
soltanto l’apice di ciò che nel mio amore poi ritrovi:
rinnovi / le mie emozioni,
mi smuovi / dalla monotonia delle mie azioni,
ti metti a nudo e getti via il tuo orgoglio,
soltanto tu nel mio silenzio hai aperto uno spiraglio,
non per sbaglio,
mettendo la tua vita allo sbaraglio
tra le mie mani dure come un fiore su uno scoglio,
ciò che voglio / è che tu mio germoglio
migliori questa roccia di cui sei l’unico appiglio.
RIT .
Solo adesso riconosco in volto
sentimenti che il mio sguardo aveva da ogni immagine distolto,
temeraria pescatrice
che il mio amore hai trascinato fuori da ogni vecchia cicatrice,
la pazienza ti fa onore / nel dolore
che ti ho provocato quando ancora vivo era il timore,
tu senza un lamento riversavi affetto ed il calore
mi ha svegliato da un letargo di rancore.
RIT.

...ADESSO ASCOLTAMI


Vorrei sapere domani che cosa resterà
degli attimi che vivo adesso nella mia realtà,
di quel dolore / che le ho affidato,
di quell’amore / che ho cresciuto e d’impeto poi ho abbandonato,
non so che è stato, / ma so di certo che ho provato
quando la sua disperazione l’anima mi ha penetrato,
come la lancia penetra nel corpo senza vita,
nelle sue lacrime è affogata la gioia appassita,
ed è finita, / in un istante è già finita,
in ogni mia parola una ferita.
RIT . ti chiedo / SCUSAMI /
ti prego / SCUSAMI / ti chiedo / SCUSAMI /
MA ADESSO, ADESSO, ADESSO ASCOLTAMI.
Occhi che ridono son stati sempre i tuoi,
io ho spento questa luce o forse non l’ ho accesa mai,
perché / se / troppi sbagli sono stati i miei,
se troppe volte i clandestini no son stati rei,
confesso / che vere colpe forse tu non hai,
ammesso / che sono io ogni causa dei tuoi guai
e adesso / che con lo sguardo limpido osservo ciò che è stato
mi vedo per quello che ero e la vergogna ha fiato,
perché ho creato / in te una forte debolezza,
una carezza / che ti ha inebriato come brezza,
e adesso che le braccia mie ho sottratto dal tuo peso
ti senti disarmata da me che ti ho disatteso.
RIT .
Forse queste parole mie non rendono,
ma pendono / dalle mie labbra come acrobati che non attendono,
son io qui il traditore, / è questo il mio sentore,
le mie emozioni sono chiare più di un oratore
e questo non mi dà mai pace,
perché è una croce
che porto sulla schiena conscio del dolore atroce
che ho provocato a chi volevo bene,
che ho provocato al cucciolo che mi ha affidato tutte le sue pene,
er’io la sua difesa / e adesso è senza attesa
senza di me ogni lotta lascerà con la sua resa,
ma forse il tempo colmerà quel vuoto che ho lasciato
e renderà il suo spirito più forte e più affilato.
RIT .


ARGENTO


Un uomo rispettabile, / con tutti amabile,
lavoratore indistruttibile, / compagno affabile,
la sua pazienza prima o poi stupiva
e la chiarezza d’ogni sua espressione ti colpiva.
E l’ira non ho visto mai dipinta sul suo volto,
con calma persuadeva poi anche il più testardo stolto,
non aggrediva, / non inveiva,
ma il tono della voce sua suadente t’investiva.
Un sol difetto poi lo distingueva,
noto in famiglia, ma nessuno mai ne discuteva:
coi suoi bambini forse usava troppo affetto,
carezze troppo intense e non solo qualche bacetto.
RIT .Non è tutt’oro, non è tutt’oro, non è tutt’oro
non è tutt’oro quel che luccica, quel che luccica.
(Pronuncia) Misch kill eja tell ma ja da hab.
-Traduzione- (Non è tutt’oro quel che luccica)
Una ragazza brava come poche,
studiava molto, usciva poco e aveva buone amiche.
Era pupilla d’ogni professore, / che nelle proprie ore,
la ergeva a suo ideale successore.
Non disturbava, / non distraeva, / ma interveniva
con una tempestività che sorprendeva,
della sua classe era l’unica stella,
non solo la più bella, / ma personalità che a lungo brilla.
Dei cari genitori era ogni luce,
ma con il tempo muore anche la luce che è più audace,
con un coltello spense la vita dei suoi cari
e il giorno dopo sorrideva agli altri amici ignari.
RIT .
Una nazione libera e potente,
imperialista ma sempre democraticamente,
una popolazione interrazziale,
patria delle occasioni, di zio Sam, del capitale
e il cinema e la musica che qui fanno alla grande
nel mondo fanno del “successo” un termine infamante,
la sua moneta è logo di ricchezza,
l’economia del luogo vola sempre sulla brezza.
E’ il vero giustiziere in questo mondo di cattivi,
difende i buoni specialmente se ricchi e lascivi,
ciò che le manca forse è il senso della proporzione,
per prendere un sol uomo uccide un po’ troppe persone.
RIT .


OMERO

Si, lo confesso, / sono l’amplesso,
delle follie che in me si trovano come un vecchio complesso,
sconnesso / per chi già mi ha guardato,
un nesso / tra le mie azioni, no, non l’ hanno trovato
e neanche io che a lungo l’ ho cercato,
trovo il filo conduttore / di un motore / che mi muove,
di un cervello che ha capricci, / come un bimbo fa i suoi picci,
mi domando se bisticci / con me solo e non ti spicci
per dispetto, / colto sul fatto,
visto che a ogni questione che ti pongo mai il tuo “si” è corretto,
il tuo “no” è distratto, / ma che cazzo ho fatto??
poi ti chiedi perchè poi la gente poi mi dà del matto,
ti diverti perché prendi in giro me,
poi ti chiedi se / prendi in giro per primo anche te.
RIT .OMERO / è un uomo vero, OMERO / terrore per il clero,
OMERO / mai lui è sincero, OMERO / la mente è il suo mistero.
Cerco, cerco, cerco l’armonia / nella fantasia mia
che è racchiusa in uno schermo di poesia,
TV, / ma non TG, / ne preferisco una, / TV è la mia fortuna,
mi venderei la luna / per una televendita di spuma,
ma non rinchiuderò la voce / che al telefono conduce,
salvaguarderò la specie / dello spot che più mi piace,
ma mi assale un dubbio atroce, / è il richiamo della brace.
Salsicce che ballano con il gonnellino,
la danza del ventre se il ventre è di un suino,
l’ addento svelto da venirmi quasi un coccolone,
mi sveglio di scatto, veloce solo su poltrone,
mi giro e mi rigiro e cerco il sonno che ho perduto,
domani è un giorno di ripo…Ahh di lavoro acuto,
nel cercare quella leva per bloccare la fusione,
adesso un’altra birra, domani la questione.
RIT .
Tutto / mi han copiato tutto,
Forrest Gump copiava me lo ringrazio con un rutto,
sono il simbolo di ogni perfezione umana,
mentre gratto il mio culone e fisso il nulla con un’aria strana,
ma non ho rimpianti della vita che ho condotto,
scalo le montagne e con lo skate cado a dirotto,
ho cantato, / poi ho prodotto, / di una setta ero il gran dotto,
nella boxe mi sono rotto, / poi lo spazio mi ha distratto.
Cinico fino all’osso, / cattivo addosso,
miscredente perché la domenica a letto non passo,
petulante pure col Creatore, / la stessa domanda per ore,
ma il senso della vita m’ ha svelato per sopore.
Amici adesso scappo, c’ ho la TV che aspetta,
mia figlia?!?Ehhh…Sii!! gioca con l’accetta!!
RIT.

QUESTA VOCE

È questa voce quella di noi giovani,
è questa voce troppe volte inascoltata e scuse miserabili
ci vengono servite \ fuori d’oro vestite
e dentro vuote come un gatto senza sette vite,
vedete \ a casa i genitori, \ a scuola i professori
trattarci come minorati dai cangianti umori,
questi signori, \ senza pudori,
ignorano le nostre voci come dei rumori,
ma fuori \ il mondo gira e noi già siamo avanti,
dietro di noi ci sono loro ma molto distanti.
È questa voce che domani inventerà il futuro
e questa voce siamo noi, siamo noi di sicuro.

RIT .Questa voce forte e leale \ questa voce nuova e speciale \
questa voce sà quel che vale \ questa voce, sì questa voce.

E spesso riflettiamo immobili
distesi nella nostra stanza dove mai le fantasie sono impossibili,
guardiamo i nostri cari correre senza respiro,
urlare contro noi se capitiamo sotto tiro
e ci chiediamo come avranno fatto
a chiudere la loro vita in un banale anfratto,
di fatto, \ la nostra voce è fatta di ideali
la loro di giorni che seguono altri giorni uguali, di certo
questa voce \ di allegria e viva speranza
questa voce \ che mai compromessi avanza
questa voce \ combattiva sempre a oltranza
questa voce, sì questa voce.
E questa voce resterà il mio orgoglio, \ non voglio
che mai nessuno parli di generazione nuova allo sbaraglio.
E questa voce siamo noi oggi al meglio
e questa voce non sarà mai, dico mai, uno sbaglio.

RIT .

Ci dicono che nella vita solo l’esperienza conta
e loro di esperienza ne hanno veramente tanta,
e noi dovremmo poi ascoltare consigli preziosi
che loro ci elargiscono con sguardi presuntuosi
e invece siamo noi che abbiamo ciò che a loro manca,
la fantasia e la gioia di cambiare ciò che conta.
Sarà sempre più limpida l’acqua di questa foce,
perché questa è la nostra voce, \ la nostra voce.

RIT .

PER CASO

Una giornata come tante ,\ la voce della gente
mi avvolge mentre m’incammino assente,
distratto \ seguo a tatto \ percorsi che ho già fatto \ e aspetto
il tram che mi riporterà al mio tetto,
compatto \ il cielo limpido rilassa nel suo impatto,
lo osservo e quasi perdo il tram che passa di soppiatto,
guardo tra i volti come se cercassi poi qualcuno,
ma gli occhi miei li sperdono come vento nel fumo:
soltanto un volto, soltanto uno,
s’imprime nel mio sguardo come luce al buio di troppi nessuno.
Ricordo chiaramente i tratti come fosse adesso,
del volto acceso è vivido il ricordo che mai ho omesso.
RIT .Non lascerò, \ non perderò \
questo ricordo che il tuo sguardo ha reso mio, però
non fuggirà, \ ma in me vivrà,
anche se è un attimo, soltanto un attimo, adesso no.
Ti guardo come fosse un sogno all’improvviso,
ti guardo e osservo attentamente i tratti del tuo viso:
la tua dolcezza \ ti avvolge come brezza
che sfiora i lineamenti delicati della tua bellezza,
nei tuoi vestiti il tentativo vano
di potenziare una sensualità che incanta da lontano,
come i capelli corti \ che arditamente porti
con più colori \ degli umori \ testimoni forti.
La femminilità \ è una tua qualità
che ostenti involontariamente, ma senza pietà,
che mi colpisce, \ che incanta e non tradisce
e incolla gli occhi miei al tuo corpo in un’intensità che cresce.
RIT .
Ti muovi e tutto a un tratto mi risveglio da un letargo,
il tram si ferma e scendi con un piccolo ritardo,
mi accorgo solo adesso di quanto tempo è passato,
degli attimi che incosciamente tu mi hai regalato.
Rimane il vuoto e la malinconia,
delle emozioni che ho marchiato a fuoco nell’anima mia:
non ti conosco ma ho già tua nostalgia,
adesso che da solo in tram proseguo sulla via.
RIT .



VERGOGNA BIANCA

Vergogna bianca, la storia non mi incanta,
il tempo corre troppo in fretta e la memoria alla lunga si sfianca.
Secoli \ di popoli \ bianchi e di rotoli
di pergamena per giustificare sofferenze inutili.
Continenti devastati, stati privati
di libertà e ricchezza e presto uniformati:
civilizzare popolazioni con riti selvaggi,
cristianizzare congregazioni con neri presagi,
disagi \ pesanti come faggi,
per gente che viveva di natura \ pura, oscura
ogni funzione del lavoro, saggia,
tra gli elementi lei primeggia,
nel mondo dell’uomo bianco vedi che a stento boccheggia.
Sfruttati, seviziati, torturati, nonché infettati
da scie \ di epidemie bianche
spie \ di malattie e morte \ anche
anime stanche, candide e bianche,
rese violente e dure da una civiltà da niente.
Gente \ non è infrequente
confondere chi porta civiltà da chi poi prende solamente:
prende per la ricchezza, vende bontà e bellezza,
vergogna bianca sento sulla pelle come brezza.
RIT. No \ non è così \ che \ ci han raccontato i fatti
ma \ ora siamo qui \ e \ non siamo più distratti.
Vergogna, vergogna
di bianchi che disprezzano la vita come una carogna,
la legge del più forte è una menzogna,
se bianchi armati uccidono \ tremanti neri
è la pallottola più forte, ma non gli alfieri:
come scacchi truccati, bianchi tarati
vantavano i loro equilibri poco equilibrati,
la storia ci ha insegnato, la storia ci ha deviato,
soltanto secoli \ di tradizioni in fretta abbiamo cancellato:
dai pellirossa in massa, ai Maia con più possa,
agli aborigeni australiani e agli africani \ cassa
mi fate il conto di quanto dobbiamo a questa gente
per tutti i nostri crimini commessi legalmente.
Sente \ chi vuol sentire sente \ per gli altri niente:
perché la voce non la spreco con chi ancora mente.
RIT.
Tiro le somme \ di quanto sono bianche le ombre
che avvolgono il mondo e la sua storia come braccia immonde,
adesso come adesso \ basta uno sguardo e il nesso
tra povertà e ricchezza all’occhio brucia come gesso.
Africa, Asia, America Latina \ stati in sordina,
che il bianco ha calpestato e poi gettato nella sua latrina,
ma adesso che il bianco è pentito \ è rinsavito,
aiuti umanitari lui sgancia, dalla grazia ormai investito:
come un bandito \ saccheggia e uccide per farsi signore riverito,
civile e consono a ogni rito,
talmente generoso da fare beneficenza
alle sue stesse vittime con accondiscendenza.
RIT.



FACCIA A FACCIA

Davanti a me una faccia che non riconosco subito,
ha un viso conosciuto, ma è quell’espressione della quale dubito:
nubi tra i ricordi \ sordi i miei pensieri \ tardi
mi accorgo di chi erano \ quei vaghi sguardi.
“Ci ritroviamo dopo tanti anni,
amico caro non ti sento \ contento e allegro come un tempo”.
Lui mi osservava come non ci fossi,
mi trapassava con lo sguardo, ma io non mi mossi:
nel volto aveva uno sgomento che non conteneva,
ma con frequenza \ distraeva \ la sua attenzione che non manteneva
più fissa su una cosa \ da rosa il volto colorito ormai ha un’ombrosa posa.
Non vedo più l’audace, non vedo più il tenace,
non vedo più l’amico che mi trasmetteva pace:
io parlo e non m’ascolta,
vorrebbe \ ma la forza gliel’han tolta,
direbbe \ qualche cosa, ma la mente ormai è stravolta.
RIT. Pioggia e dolore \ lacrime e parole \ no non scappare \
tu prova a lottare \ nooo \ non vivi \ se schivi.
E’ solo il senso che mi sfugge,
cadenzo i miei pensieri, ma il suo sguardo mi distrugge,
negli occhi luce più non se ne legge,
la voce più non lo sorregge,
barcolla lentamente e mente \ schivando le domande come schegge,
ma adesso è tutto chiaro,
io non volevo capire, ma purtroppo i dubbi si dissolvono come uno sparo,
peccato amico caro,
avevi il mondo in mano e hai scelto quel veleno ignaro.
E’ quel veleno che consuma lentamente,
è quel veleno che entra come piuma e poi corrode come lava ardente.
Con due parole cerchi di \ dileguarti,
non vuoi farti vedere: così \ non vuoi mostrarti,
capisco e ti rispetto lo stesso \ prima come adesso,
ti lascio andare, ma ho un dolore che mi scuote addosso.
Vorrei poterti dire qualche cosa, aiutarti senza posa,
ma mentre ti allontani il fiato la parola non la sposa.
RIT.


GIORNI DA DIMENTICARE

Sono giorni da dimenticare \ sono
parentesi \ di attonita incredulità racchiuse in uno sguardo perso \ nel frastuono
verso ciò \ che non reputo buono,
mi guardo attorno e solamente adesso \ so chi sono!
Non mi riconosco nelle facce \ della criminalità,
tracce sulla Terra troppo svelte verso l’Aldilà:
nessun impegno \ nessuno sdegno,
nessun rispetto verso Dio ne verso ogni suo Regno! No!
Non mi riconosco negli sguardi \ dei colletti bianchi,
stretti ad un lavoro manco fossero bei fianchi:
franchi mai \ burocrati di cuore e muore ormai \
in loro anche il più vago \ umano umore.
Non mi riconosco nei voltagabbana e losco \
è l’individuo che cambia sottana \ e si cura il suo chiosco:
non gli interessa la giustizia dove pende,
intende solo il suo interesse e solo \ per questo si spende.
RIT. Io sorrido mentre sfido \ l’incoscienza di un infido \ mondo: covo o meglio nido\ di bassezze senza lido \ grido il mio disprezzo \ ma purtroppo pago a caro prezzo\ questa dissidenza mia \ densa mentre rido a una bugia!
Non mi riconosco \ neanche vagamente nel politico:
raramente interessato \ prettamente critico;
predica bene, razzola male
e fa la spola volentieri \ tra Palermo e Roma \ al Quirinale.
Non mi riconosco \ poi \ nelle Forze dell’Ordine,
ignoranza e inefficienza troppo spesso \ sono il cardine
di un gruppo suddiviso in Polizia e Carabinieri:
antagonismi solo inutili \ futili e meri.
Non mi riconosco negli sguardi finti \ da televisione,
sorrisi mentecatti \ tinti sul cerone:
gente di bassa fatta \ tutta l’Italia imbratta \
con le superficialità che tratta \ va compatta!
Non mi riconosco nei rappresentanti \ della Chiesa,
troppi ormai sono distanti \ dalla Croce spesa:
la Devozione non caratterizza più il sermone \ no!
Benedizione che si allontanò!
RIT.
Sono giorni da dimenticare \ sono \
sguardi \ da \ dimenticare,
sono triste e tristemente questo mondo appare:
mare di insoddisfazione \ landa di desolazione \
da \ i veri sentimenti \ da \ i cristallini intenti \
ma \ l’indignazione non è madre del progresso,
ho messo \ il mio disgusto al passo \ adesso
sono costruttivo e cesso
polemiche \ sterili \ flebili \ isteriche:
credo nell’uomo \ pomo \ dolce o velenoso \ sono
vane le prediche \ strane le prediche,
l’imperfezione ci appartiene \ è bene
averne piena consapevolezza,
facciamo di un difetto la nostra destrezza,
la mente spazia e il corpo è solamente \ carne grezza.
RIT.



TALENTI IN ERBA

Sarò banale,
ma questo pensiero mi viene spontaneo: menomale
che c’è chi ci consola,
che c’è chi ci non fa mai sola,
CHE \ C’E’\ CHI CI svuota la mente
in una volta sola \ non parlo di donne, viaggi o pollo in casseruola,
ma d’erba \ erba superba \
natura serba \ per noi che consumiamo con piacere in erba:
per rilassare voi basta una camomilla,
per rilassare noi la brace d’erba che già bri \ lla.
Come la musica già suona \ sento la critica che tuona:
“Stona \ introna \ sprona al crimine \ erbaccia …buona”
ahhh… ti sei tradito \ il dito \ lo punto io e t’invito
a non nasconderti vigliacco dietro ad un partito,
ma \ è puro divertimento quello che ti perdi troppo spesso \ adesso
già \ sei proprio tu il fesso.
Una parola per chi mi capisce al volo,
nessuna per chi pippa nel suo yacht vicino al molo.
RIT. Il talento che \ fa proprio per me \
non sviluppa è sempre in erba.
Lascia stare che \ gente come te \
ha la mente troppo acerba.
Ma il talento che \ fa proprio per me \
non sviluppa \ non sviluppa \ non sviluppa \ è sempre in erba.
Lascia stare che \ gente come te \
ha la mente \ ha la mente \ ha la mente troppo acerba.
Sfogo, lo chiamano sfo \ go \ pogo quando bevo: sfogo,
quando fumo divento dolce come il Togo \ dolce giogo,
se alla tristezza è avvezza \ si sente di pezza e si disprezza,
signora cara l’erba è la pronta salvezza,
non dica niente \ solo tranquillamente
rifletta sulla questione con lucidità di mente:
domani è uno altro giorno si vedrà,
la voce non si sente ancora ma si sentirà \ già
ma \ chi dice ma \ chi dice bò \ so,
so quello che dico, ma \ tu forse solo un po’.
La testa è già partita \ tu resta lì e la gita
nella spensieratezza me la faccio solo, invita
parenti e genitori \ ma restate fuori
se non partecipate alla mia festa con base di fiori,
vivi, muori, pori e odori, ne migliori ne peggiori:
sono solo giorni da vivere senza + malumori.
RIT.
Filosofo divento \ il fiato me lo sento,
dedico ancora qualche rima alla mia erbetta, mento
se dico che mi pento \ attento \ se canto “Andamento lento”
significa \ che già l’amica mi gratifica \ cento per cento
dico quello che sento \ e sento quello che tu dici per gonfiare il vento:
politico pagliaccio \ la libertà è d’impaccio
per te triste nostalgico del rinomato braccio:
c’ ha \ c’ ha \ c’ ha \ qualcosa che non va,
ma \ ma \ chi sa \ cos’ ha \ cos’è ??
già sa \ cosa decidere \ sa \ già \come sorridere
e noi costretti solo a condividere:
Fini progetti \ per relegare l’erba nei bassi distretti
tra cocaina, allucinogeni e strani confetti:
“Alcolici e tabacco giovano alla mia salute
ma dico… l’erba è un’assassina e più non si discute”.
RIT

 

GIA' SO!

Debolezze \ nefandezze \ seguono dubbi e incertezze,
le persone fragili si moltiplicano \ tristezze
molteplici \ autentici esempi \ di scempi semplici:
caratteri svaniti come pioggia sotto i portici \ si!
Personalità fittizie sono all’ordine del giorno,
torno sconcertato e urtato da quest’incoerenza \ intorno
vedo gente \ che mente \ coerente
con quello che prima \ diceva sovente,
priva \ di forza o mordente.
C’è \ quello che si aggira a caccia di un’identità,
quello che confonde ideologia con personalità,
c’è \ quello che dietro una donna o solo a una gonna
si perde insieme a quella che fu la sua dignità.
C’è \ chi non si pronuncia mai, ma segue la corrente,
chi si affida nelle mani di un santone sedicente
che dice e ridice \ quello che ti fa felice,
chi invece \ da uno psichiatra si fa impasticcare complice!

RIT. Già so che non mi svenderò \ già so che non mi piegherò \ già so che non mi arrenderò!Già so! Già so!

No! Non mi date del cattivo \ sono obbiettivo,
descrivo quello che vedo \ quello che vivo,
elaboro e scrivo.
Non mi piace l’incoerenza \ la falsa decenza,
l’arroganza \ la supponenza \ suppongo senza!
Non mi arrendo \ non mi svendo,
non mi piego, ne intendo
di certo somigliare ad una massa da cui trascendo:
sono uno spirito satirico \ onirico,
sono spirito \ dedito \ solo al mio Credo emerito \ già!
Ho un carattere \ pronto a combattere,
la personalità che mi contraddistingue è dura da abbattere:
le mie idee sono piantate \ come \ radici,
addome \ e narici \ respirano e valutano \ che dici!
Non conosco verità \ assolute \ su questa terra,
si ma \ conosco le mie verità vissute \ di chi erra:
mi conosco bene \ mi capisco meglio \ e mi sbaglio
solo quando non seguo il mio Credo oppure il suo vaglio!

RIT.


I.N.R.I CORDO

Sentivo dire che salvavi l’uomo \ da se stesso \ dai suoi dubbi,
ero un bambino e ho impresso \ in me
la tua vita, i giorni probi \ che
vivevi \ muovevi \ i “perché”,
donavi \ la tua amicizia ed il tuo amore senza chiederne
e ti ho sentito subito \ vicino \ amico,
ti ho trovato nel cammino \ ed al mio fianco sempre hai proseguito.
Eri e tutt’ora sei \ la spalla dove piangere \ ridere \ vivere
nei \ giorni che ho da condividere:
mi tenevi compagnia quando restavo solo \ da bambino
e il volo \ ho spiccato \ adesso che sono \ uomo
solo grazie ad il tuo affetto ed ai tuoi insegnamenti,
solo grazie al desiderio di incontrarti in giorni lenti.
“Parlare con te, non parlare di te”
desiderosamente aspetto e aspetterò perché
sei la luce che scalda la vita \ dal male ingrigita
sei la voce \ che induce \ alla pace \ la bontà smarrita.

RIT. Tu sei quello che non vedo \ tu sei quello che non spiego \ tu sei quello in cui io credo \ credo in te! – Vivo e vedo di te tracce nei giorni miei.

Nei giorni miei \ vivo solo perché tu sei
vicino \ cammino \ e il destino
sia fantastico o meschino,
non mi impaurisce più \ continuo la mia vita sereno,
lassù \ so che tu \ mi aspetti Grazia Pleno,
ma il male che vedo diffondersi ogni giorno,
il male \ che vale \ da regola \ tra gli uomini che ho intorno,
ferisce il mio ricordo candido di te,
ma domani \ i profani \ cadranno in giustificazioni e lacrime.
Forse le parole scorreranno via,
ma non porteranno mai con se questa mia nostalgia \ di te,
come da bambino ti portavo nei pensieri \ c’è
la tua voce che mi guida adesso come ieri \ e
“parlare con te, non parlare di te”
desiderosamente aspetto e aspetterò perché
sei la luce che scalda la vita \ dal male ingrigita
sei la voce \ che induce \ alla pace \ la bontà smarrita.

RIT.

 

L'ESTATE STA...

Finalmente arrivo in spiaggia e inizia questa mia vacanza,
gioco con gli amici “ohh…passala ‘sta palla e avanza”.
Grande l’azione, scatto in avanti e il pallone
rimbalza male sul mio piede e gira rapido come un ciclone,
lo fisso e spero non colpisca nessuno, ma sono
coi denti stretti quando sfiora un baschetto sul bruno,
alzo la mano per scusarmi, lei mi guarda,
sorridendomi mi incanta con lo sguardo da maliarda.
“Provaci, provaci, provaci, provaci adesso:
smetti di fare il patetico ti dico fesso!
Provaci, provaci, provaci, provaci adesso:
prima che gli ormoni esplodano senza permesso!”
Mi avvicino a lei per recuperare la palla,
sorridendole le chiedo il nome “bella la tua maglia”
mi dice e mi fa felice da subito,
dubito che potesse dare più vigore al mio sorriso stupido.
So che già mi ha conquistato adesso, sera per sera,
ci parlo e la conosco meglio, confesso lei era
bellezza candida ed intelligenza insieme
…sei sicuro che ti conviene
parlare tanto, viene meglio
se ci provi subito, fidati non mi sbaglio:
si sta addormentando, anch’io sbadiglio poco sveglio!
Tu fai il romantico identico
ad un pagliaccio un po’ eccentrico,
non si può fare queste figure in pubblico!
(Coro) “Il ragazzo è sveglio e fa da se”
…di sicuro da solo
smaneggerà pure per tre!
(Coro) “Il consiglio tuo allora qual è?”
…agguantare la preda, che veda
il maschio che c’è in lui qual è

RIT. La! Languidi bri…brividi come il ghiaccio bruciano quando sto con te,
baciami siamo due satelliti in orbita sul mar!

“Provaci, provaci, provaci, provaci adesso:
smetti di fare il patetico ti dico fesso!
Provaci, provaci, provaci, provaci adesso:
prima che gli ormoni esplodano senza permesso!”
Non mi riesco più a staccare da te, menomale
che questa vacanza per me dovrà ancora durare,
ma non ci voglio pensare più, va su
quest’umore mio soltanto quando sorridendo ci sei tu
e le parole che mi dici, i sorrisi, gli amici,
le giornate a ridere felici, io e te sulle bici
che pedaliamo immersi tra gli alberi e il mare,
…ma pedala adesso davvero
mieloso e insopportabile, spero
che come te non ce ne siano in abbondanza,
sei lento più di un bruco,
amico, datti una speranza!
muoviti adesso, si! lanciati fesso!
prima che ti rubino la donna o per te fa lo stesso??
(Coro) “Non insisterei troppo perché…”
‘il ragazzo è sensibile e amabile’
…più o meno come me!
(Coro) “…non è un pervertito come te!”
Ma stasera va in bianco ed intanto
si consolerà da se!

RIT.

Ma già so che non ti tieni sveglio
neanche per sbaglio,
brividi vividi,
ma di febbre generi al tuo meglio,
“come e perché”
non devi di certo chiederlo a me,
quella ragazza si addormenterebbe stando con te:
braccala, baciala!baccalà baciala!
No, non ti puoi fermare certo adesso:
non ti puoi fermare, fesso ho scommesso
che avresti messo a segno il colpo,
bada che vada in modo che vinca o a te ti incolpo!!

Thank you and good night!